Arte ebraica in Italia

Bellezza, eleganza e una straordinaria attenzione al dettaglio sembrano combinarsi insieme a formare la magica sinergia comune a tutti gli oggetti creati in Italia. La tradizione ebraica di ornare il precetto usando oggetti di grande bellezza raggiunse il suo sommo livello in Italia, dove i valori artistici, il senso estetico e la competenza tecnica erano diffusi e sviluppati più che altrove. Gli Ebrei italiani furono capaci di mettere le maggiori realizzazioni dell’arte italiana al servizio della propria tradizione culturale e religiosa, piegando la materialità degli oggetti alle più alte aspirazioni spirituali.

In oltre 2000 anni di presenza ebraica in Italia il periodo che va dal Rinascimento al Risorgimento (secoli XV – XIX) fu il periodo di maggiore intensificazione dell’attività  artistica ebraica, supportata da una ricca committenza e marcata dalla produzione di oggetti liturgici di straordinario valore artistico.  Gli Ebrei italiani parteciparono dello spirito dell’arte italiana; usarono i tipici motivi decorativi del loro tempo per ornare sia gli oggetti sacri, che gli utensili di uso quotidiano. L’arte ebraica italiana è una particolare fusione delle forme artistiche del periodo e di contenuti ebraici. Il carattere cosmopolita delle comunità ebraiche in Italia era unito dal dominio dello stile italiano, anche quando i diversi gruppi (Italiano, Sefardita, Levantino, Aschenazita) continuarono a preferire certi tipi di oggetti o di decorazioni.

La nuova esposizione del Museo di Arte Ebraica Italiana U.Nahon, “MADE IN ITALY: Oggetti dello spirito, materia degli oggetti”, riflette il nuovo percorso proposto dal museo, l’esposizione è organizzata secondo i materiali e le tecniche degli oggetti: lavori in metallo riccamente ornati nella prima sala, preziosi tessuti antichi nella seconda, arredi in legno intagliato e dorato nella terza, e infine manoscritti su pergamena e carta nella quarta.