Tessuti

Le sinagoghe italiane possiedono una ricca collezione di tessuti di altissima qualità: raffinati velluti a disegno, damaschi, lampassi e taffetà, per lo più broccati in oro e argento, o ricamati con fili d’oro e d’argento. Tutti gli oggetti in tessuto usati per il rito sinagogale sono stati confezionati con queste preziose stoffe e sono spesso abbelliti con ricami in seta: parokhet (cortina per l’arca), fascia (avnet), me’il (manto per i rotoli della Torah), mappah (coperta da leggío).
Le città stato della Penisola Italiana furono le maggiori produttrici europee di sete fino al XVII secolo. L’attività’ tessile e la tradizione del ricamo erano ben radicate nella tradizione ebraica italiana. Era una delle arti che gli Ebrei potevano praticare senza restrizioni dal tardo medioevo fino all’emancipazione. Nel Medioevo e nel Rinascimento il ricamo era praticato da uomini e solo dal XVI secolo in poi divenne una parte importante dell’educazione femminile. Il ruolo delle donne nella preparazione di tessuti ricamati per la sinagoga era più comune in Italia che altrove, tanto che nella preghiera secondo il rito romano viene riconosciuto il loro ruolo nella benedizione recitata il sabato mattina e la mattina delle feste:’Chi ha benedetto […] benedica ogni figlia di Israele che fa un manto o una pezzuola per la Torah’.
Il lavoro esperto delle ricamatrici è testimoniato dalle iscrizioni dedicatorie da esse stesse eseguite a ricamo nei bordi dei tessuti che sarebbero stati appesi nei punti salienti delle sinagoghe, come la cortina per l’arca e la mappah da leggio. In molti casi questi manufatti sono realizzati in stoffe così preziose che non richiedono altre decorazioni. Ciononostante, su alcune di esse è stato anche eseguito un complesso ricamo in filo di seta dorato. Le donne ebree italiane realizzavano anche fasce e manti per la Torah. Le fasce servivano a commemorare eventi salienti della vita di una donna, come il matrimonio e la nascita di un figlio.
Nelle mappot per il leggío, le ricamatrici eseguivano talvolta anche complesse creazioni che illustravano scene e simboli ben noti alla comunità dei fedeli. Uno dei più diffusi, soprattutto a Roma, è il tema del Dono della Torah, evocato attraverso la figurazione delle tavole della Legge emergenti da nuvole infuocate sulla cima di una montagna. La presenza di scene narrative in manufatti così importanti nella sinagoga è propria dell’Ebraismo italiano.