Dell'ebraismo italiano

2200 anni nell’isola della Rugiada Divina – I-Tal-Yah

Nel 2011 l’Italia ha celebrato il 150° anniversario della sua unità, ma l’influenza di una cultura italiana che attraversa tutta la penisola dalle Alpi al cuore del Mediterraneo è molto più antica. Gli ebrei italiani sono unici fra le comunità ebraiche nel mondo per essere stati ininterrottamente presenti nel paese nel corso degli ultimi 2200 anni – da ben prima dell’Impero Romano e la nascita del Cristianesimo.

Tre grandi ondate demografiche sintetizzano la storia dell’ebraismo italiano – la prima durante il periodo romano, la seconda dal Medioevo al periodo del Rinascimento, e la terza dalla moderna emancipazione fino a dopo il Risorgimento. Ogni periodo di crescita è stato però seguito da un periodo di forte diminuzione della popolazione ebraica, con l’emergere del Cristianesimo come religione ufficiale dell’Impero Romano e la fine dell’Impero, con la Controriforma, l’espulsione degli ebrei dal Sud e dalle Isole, e la chiusura della maggior parte degli ebrei rimasti in Italia in ghetti urbani, e finalmente con l’ascesa del fascismo al potere, le leggi razziali e la Shoah.

La lunga presenza ebraica in Italia ha determinato una lunga e diretta familiarità degli ebrei italiani con la cultura greco-romana e cristiana – inclusi quegli elementi di pregiuzio che hanno impregnato la società italiana nel passato e nel presente. Il forte radicamento degli ebrei nei costumi locali ha influenzato la loro identità ebraica e italiana, e ne ha acuito la sensibilità di fronte alle forze amiche e ostili presenti nella società circostante. Gli ebrei italiani sono stati un elemento integrale e a volte essenziale nell’economia locale della città, hanno parlato bene l’italiano, e non potevano essere facilmente distinguibili dai loro vicini non-ebrei. Si è così potuta sviluppare al loro interno una sintesi culturale unica, che combina il rispetto per i valori tradizionali dell’ebraismo con una prospettiva umanistica italiana.

Una continua immigrazione fin dall’antichità attraverso il medioevo e la modernità, dall’Europa occidentale, centrale e orientale, dal Mediterraneo e dal Medio Oriente ha arricchito l’esperienza culturale delle comunità ebraiche in Italia e si è mantenuto nei loro riti.

Nel 1938, quando furono emanate le leggi razziali fasciste, vivevano in Italia 46.000 ebrei. Nel 1945, in seguito alle perdite di 7.500 vittime della Shoah, 6.000 conversioni al cattolicesimo, e 6.500 emigrati, ne restavano 26.000. Oggi gli ebrei in Italia sono meno di 30.000, come riflesso della continua immigrazione, ma anche di un saldo negativo fra le nascite e i decessi, dell’emigrazione soprattutto verso Israele, l’assimilazione, e le dissociazioni dall’appartenenza a una comunità.

Ammontare della popolazione ebraica in Italia, rispetto alla popolazione totale in Italia e alla popolazione ebraica mondiale – Anni 1-2000 (Fonte: Della Pergola, 2011)