groups

La Sinagoga di Conegliano Veneto

L’elemento di maggior spicco del Museo è la Sinagoga, oggi utilizzata dai membri della comunità italiana di Gerusalemme; gli arredi interni originali provengono dalla Sinagoga di Conegliano Veneto, un piccolo villaggio situato tra Padova e Venezia.

Sappiamo che ebrei vivevano nel villaggio di Conegliano Veneto già nel XVI secolo e che pregavano nella sinagoga, di fronte alla splendida arca santa di legno scolpito e dorato.
In un pannello scolpito nella sezione inferiore dell’arca vi è una iscrizione dedicata al rabbino Nathan Ottolengo (d.1615), che fu a capo della Scuola Talmudica di Conegliano Veneto.
L’arca e gli altri oggetti d’arredamento furono trasportati in una “nuova” sinagoga eretta dalla comunità nel 1701. Appartengono a questo periodo le due ali Rococò e le elaborate decorazioni dorate poste sulla sommità dell’arca.

La nuova Sinagoga veniva impiegata dalla piccola comunità come centro spirituale e culturale per gli studi religiosi e le celebrazioni familiari.
Essa rimase in uso sporadicamente fino alla Prima Guerra Mondiale. L’ultima celebrazione fu tenuta il giorno di Yom Kippur del 1918 dai soldati ebrei in leva nell’esercito austro-ungarico e dal loro cappellano Rav Harry Deutch.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale furono prese alcune iniziative dagli ebrei italiani per trasferire in Israele, a Gerusalemme, la Sinagoga di Conegliano con i suoi arredi. Nel 1952 l’interno della Sinagoga venne ricostituito a Gerusalemme e fu aperto all’uso della comunità italiana, diventando più tardi parte integrante del Museo.

Nell’originale collocamento a Conegliano, la Bimah era situata in uno dei lati più corti, mentre l’arca santa si ergeva sulla parete opposta, in accordo con lo stile bipolare, tipico dell’architettura delle sinagoghe di molte regioni italiane. Oggi, a Gerusalemme la Bimah è situata quasi al centro della sala, a causa della struttura originale dell’edificio il quale ha un ingresso centrale e non due entrate laterali come invece c’erano nell’edificio in situ.

Solamente nel 1989 fu ripristinato l’aspetto originale dell’interno dell’edificio, con la costruzione della galleria riservata alle donne e delle griglie (4 sono originali mentre le altre sono ricostruite), la cui apertura permette la visione della sezione sottostante, riservata agli uomini.

Nella Sinagoga si tengono celebrazioni di Shabbath e durante le festività ebraiche secondo l’antico rito Bnei Roma, uno dei più antichi rituali presenti nell’ebraismo, strettamente legato a quello in uso nella terra d’Israele, nel periodo del Secondo Tempio.

La magnifica arca di Conegliano Veneto presenta una decorazione in legno scolpito e dorato a grandi foglie di acanto e di vite e grappoli d’uva.
L’arca è formata da due porte decorate a terminazione semi circolare, fiancheggiate da due colonne sormontate da capitelli corinzi.
All’interno degli sportelli dell’arca sono riportati i Dieci Comandamenti in forma abbreviata.
I pannelli dedicati al Rav Nathan Ottolengo, sono scolpiti e decorati con eleganti motivi floreali.
La parte centrale dell’arca probabilmente appartiene alla sinagoga del XVII secolo e venne trasportata in una “nuova” sinagoga eretta all’interno del ghetto nel 1701.
Le mirabili ali dorate e le elaborate decorazioni in stile Rococò poste sulla sommità dell’arca, appartengono a questo periodo.
Le originarie lampade di Conegliano probabilmente sono andate perdute. Quelle presenti oggi provengono dalle sinagoghe di Ferrara, Pisa e Mantova. Mentre le due lampade da muro a forma di cornucopia, del XVIII secolo erano in origine nella Sinagoga di Venezia.

Probabilmente l’originale bacile in marmo, oggi installato nella parete sinistra della porta d’ingresso della sinagoga, proviene da Conegliano ed è datato intorno al XVIII secolo.
Tale bacile era utilizzato per il rituale lavaggio delle mani che precede l’inizio della preghiera. Esso è decorato con due teste di angelo; sull’arco superiore è riportata un’iscrizione in cui si legge: “Donato dal nostro Rav e maestro Asher Uri Hefetz 1710. Al vostro ingresso nel servizio sacro; vogliate detergere le mani con dell’acqua.